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Tesine

LE COMETE
di Gianfranco Maglieri

CAPITOLO 3 – Esplorare il cielo alla ricerca di comete

3.1 Classificazione delle comete

Nell’agosto 1944 l’Unione Astronomica Internazionale ha stabilito nuovi criteri per la classificaizone delle comete, valida a partire dal 1995:

· C/ cometa a periodo molto grande

· D/ comete perse

· A/ comete divenute asteroidi

· X/ comete di cui non si può calcolare l’orbita

Le comete periodiche note o appena scoperte premettono la lettera P, l’anno, una lettera che indica la quindicina della scoperta ed un numero successivo per ogni scoperta. Così la C/1995 O1, che è la Hale-Bopp, è la prima cometa scoperta nella seconda metà di luglio 1995. Ufficialmente, con la nuova denominazione, scompare l’uso di assegnare alle comete il nome del loro scopritore.

3.2 Missioni spaziali: le sonde automatiche

La cometa di Halley è stata la prima ad essere raggiunta dalle sonde mandate dall’uomo. La sonda Giotto dell’ESA, nel 1986, si è avvicinata a questa fino a circa 600 Km per inviare le prime immagini del nucleo cometario, grazie alla protezione di uno scudo di alluminio contro le particelle di polvere vaganti.Per il futuro sono previsti molti lanci indirizzati verso le comete. La missione Stardust è già partita verso la cometa Wild 2, per raccogliere le polveri della coda. La sonda Rosetta dovrà partire verso la cometa 46P/Wirtanen nel 2003.
Nel gennaio 2004, invece, toccherà alla spedizione NASA Deep Impact, (nella fotografia).
Deep Impact raggiungerà la cometa Tempel 1 nel Luglio 2005. Mentre la sonda madre in orbita raccoglierà i dati, un altro modulo, detto impactor, sarà scagliato sul nucleo della cometa, provocando un cratere grande come un campo da calcio e profondo quanto un palazzo di sette piani. Le informazioni raccolte da questa spedizione serviranno a far chiarezza sulla composizione interna delle comete ed anche sulle prime fasi di formazione del Sistema Solare, epoca in cui si pensa questi oggetti erranti nello spazio si siano formati.  

3.2 Missioni spaziali: le sonde automatiche

3.3 Osservazione visuale: diventare cacciatori di comete

In questo campo gli astronomi non professionisti possono dare validi contributi alla ricerca scientifica: hanno a disposizione apparecchiature tecnologicamente avanzate (telescopi, CCD, registratori) che hanno il vantaggio di una grossa portabilità rispetto agli strumenti professionali. Per ottenere risultati precisi, che oltre alla bellezza dell’evento estetico servano per ben documentare un passaggio di comete a quanti in seguito dovranno studiarlo, è necessario un continuo esercizio.

La strumentazione basilare di cui si necessita è molto semplice: un binocolo di grande apertura, 7´50, e un piccolo telescopio 114/900 con un oculare di scarsa potenza.

Inizialmente si esplora sistematicamente il cielo, per fasce orizzontali o verticali. Le ore consigliate sono prima dell’alba oppure dopo il tramonto, concentrandosi nelle zone al di sopra dell’orizzonte in cui il Sole è tramontato, oppure quelle dove il Sole si leverà. Per non correre il rischio di confondere le comete con nebulose, ammassi globulari ed altri oggetti celesti, è consigliabile evitare le costellazioni Sagittario, Vergine, Ofiuco, Aquila, e Leone. Una volta avvistato un oggetto “sospetto”, verificare se è riportato su un buon atlante celeste (come per esempio lo Sky Atlas). In caso contrario indicare la sua posizione in rapporto alle stelle vicine; ricontrollare la posizione dell’oggetto ad intervalli di tre ore (onde evitare si tratti di spazzatura spaziale, satelliti o detriti): se la sua posizione cambia, si tratta verosimilmente di una cometa. Il prossimo passo è avvisare un osservatorio astronomico oppure un gruppo astrofili locale, trasmetter loro tutti i dati ed attendere un riscontro delle proprie osservazioni.

Decine di comete conosciute si rendono visibili nel corso dell’anno: le loro effemeridi sono periodicamente indicate sulle varie riviste di astronomia, oppure su un atlante astronomico. Per osservarle e fotografarle, procurarsi la necessaria documentazione e familiarizzare con la parte del cielo in cui la cometa si trova. Oltre agli strumenti sopraindicati, è necessaria una macchina fotografica reflex, un teleobiettivo ed una pellicola rapida (Tri X, TP2415, Recording). Con la reflex montata su di un cavalletto, non superare il minuto di posa. Come alternativa è possibile montare la macchina fotografica in linea col telescopio, ed usare quest’ultimo come guida. Si potranno quindi raggiungere anche i 10 minuti di posa. Per lo sviluppo delle foto, infine, si consiglia carta “dura” per ottenere maggior contrasto.

3.4 Hyakutake 1996 e Hale Bopp 1997: cronache di un passaggio

Gli ultimi 10 anni sono stati particolarmente proficui per i cacciatori di comete: schiere di curiosi hanno cominciato a scansionare il cielo, sperando di poter affibiare il proprio nome ad uno di questi fuggevoli oggetti.

In ordine cronologico, le ultime due comete famose per la loro spettacolare apparizione sono la Hyakutake (1996) e la Hale-Bopp (1997). In occasione del passaggio di queste due comete, le più luminose degli ultimi 500 anni, in tutto il mondo si sono organizzate serate di osservazione pubbliche.

La cometa 1996 B2, Hyakutake (nome del suo scopritore), è una delle più brillanti passate vicino alla Terra dal 1556. Già nel febbraio ’96, quando ancora la sua magnitudine era 8,7, invisibile ad occhio nudo, gli osservatori astronomici di tutto il mondo ed il telescopio Hubble analizzavano le componenti orbitali, la composizione chimica e la futura luminosità. Dalle informazioni sulla sua orbita, i ricercatori conclusero che la 1996 B2 doveva essere già passata vicino al Sole in un’epoca remota, 10 o 20 mila anni fa. L’analisi spettrografica mostrava nalla cometa tracce di H2O, CO, CH4, C2H6 e NH3. Il 25 marzo raggiungeva il punto più vicino alla Terra, 15 milioni di km, ed una magnitudine di –5,7 (l’oggetto più luminoso in cielo dopo Sole e Luna).


Fig. 3.2 - Cometa Hale-Bopp

La cometa C/1995 O1, scopritori gli astrofili Alan Hale e Thomas Bopp, venne invece avvistata nel luglio ’95, quasi due anni prima che raggiungesse il punto di maggior vicinanza al nostro pianeta. La sua orbita, perpendicolare a quella della Terra, ha subito gli influssi gravitazionali del pianeta Giove. Nell’aprile 1997, quando la cometa era più vicina alla Terra, la sua magnitudine era –1,3.

 
Capitolo 3 Indice Glossario Le comete Astrocultura Tesine

 

Coordinamento: Pasqua Gandolfi
Copyright Astrocultura UAI  2003