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Cognizioni


Serenata celeste
e San Lorenzo
Stefano Rosoni

(4 febbraio 2007)

San Lorenzo

Di tante fiaccole così ridente
dorme la notte, or ora turbata
da quell'effimera, lieve frecciata:
tutta la vita di Stella Cadente.

Non luminaria, non Sole cocente,
non evidente rumore strisciante
mentre nel cielo percorri, saettante,
la tua siderea volata silente.

Quando compari sei ben divertente
tra quella lucida punteggiatura
di quella tenebra senza misura
dove tu scrivi una storia splendente !

La ionosfera percorri rovente:
quanto somigli a codesti mortali
che si consumano per aver l'ali
di quella gloria ch'è fatta di niente !

C'è una storiella che dice la gente:
che s'usa esprimere un desiderio
sperando che si realizzi sul serio
mentre si vede una stella cadente.

Ecco arrivare la traccia lucente:
già ce n'è mezza; è quasi finita;
un desiderio che appaghi la vita ?
Forse un futuro ch'è fatto di niente.

Arrivederci, compagna fidente,
proprio fuggendo m'insegni qualcosa:
sola ritorni struggendoti, ascosa
nella tua effimera gloria apparente.

Più che sognare tu soffri un presente
già leggendario, perché‚ trasformato
da quel tuo fulgido fuoco fatato
ch'è la speranza, in te così ardente.

Un'illusione che colma sovente
la nostra vita. Avrei una preghiera:
non rivelarlo in nessuna maniera !
Questo ti chiedo, amica fuggente.

Di tante fiaccole, indifferente
tace la notte, dimenticata
di quell'effimera, lieve frecciata:
nascita e morte di Stella Cadente.




 

Serenata celeste

Risorge all'orizzonte
l'astro dai più desiato
per lasciar nuove impronte
nel cielo immacolato;

l'aria del nuovo giorno
rinfresca antichi odori
mentre la luce intorno
stinge mille colori.

Eccoli ritornare,
felici e spensierati,
dalla montagna al mare
gli astrofili beati:

stanchi per il vegliare
han gli occhi permeati
d'alba crepuscolare
e spazi sconfinati.

Scrutano sempre il cielo
cercando gli astri amati
oltre la nebbia e il velo
per siti inesplorati,

vedono avverso il velo
perché privilegiati
dal loro ardente zelo
per cieli più stellati,

passan le notti al gelo,
ma son predestinati
a vivere nel cielo
da quando sono nati.

Son coloro che sanno
dello spazio i segreti
ed in orbita stanno
tra le stelle e i pianeti.

E li vedi assai spesso,
alle falci di Luna,
col binocolo appresso
quando il cielo s'imbruna.

Sono quelli che vanno
per l'eclisse solare
ed attoniti stanno
sotto l'ombra lunare.

Dentro il grande Universo
siamo tutti alloggiati,
ma ciascuno è diverso
e diversi ha i suoi fati.

Non da stella segreta
però siam destinati,
ma dal nostro Pianeta:
tutti qui siamo nati.


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