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Tesine

LA CONQUISTA DELLA LUNA

Era il 20 Luglio 1969 quando tre uomini misero piede, per la prima volta nella storia dell'umanità, sulla Luna. Erano N. Armstrong, E.E. Aldrin e M. Collins. Una parte del veicolo sul quale viaggiavano dimora ancora là, dove resterà per l'eternità, con fissata una targhetta che recita:
"Qui uomini dal pianeta terra
posero per la prima volta piede sulla Luna
Luglio 1969 a.D.
Siamo venuti in pace per tutta l'umanità"
La missione dell'Apollo 11 "fu il coronamento di dodici anni di sforzi, da quando l'uomo aveva scoperto di poter volare nello spazio, e di otto anni dedicati al programma Apollo, da quando il presidente J. F. Kennedy, preoccupato per i successi spaziali sovietici, aveva dato alla nazione, nel 1961, la consegna di far approdare un uomo sulla luna entro il decennio".
Ma da cosa fu scatenato esattamente il desiderio della conquista del nostro satellite? Sicuramente dalla difesa del territorio nazionale, dal prestigio degli Usa davanti agli occhi del mondo ma, più importante di tutti, come disse Aldrin sulla via del ritorno, da "l'insaziabile curiosità e il bisogno di esplorare l'ignoto" che hanno permesso sicuramente all'uomo nel corso della storia di compiere importanti scoperte tra i ghiacci dell'Antartide e tra gli abissi degli oceani per esempio.
Anche H. Young, B. Sillock, P. Dunn, autori del libro "Il prezzo della luna", vedono nel prestigio nazionale statunitense una delle maggiori cause dell'allunaggio che, in questo modo poteva costituire un ulteriore mezzo per accrescerlo. Kennedy però dovette nascondere questa motivazione dietro altre, apparentemente più valide come, per esempio, la ricerca scientifica. "E' chiaro però che per prelevare delle rocce non c'era bisogno che le andassero a prendere gli uomini. Tutte le informazioni rilevabili da un po' di ciottoli avremmo potuto procurarcele ugualmente e con molto minore spesa con veicoli non pilotati scesi sulla Luna comandati da Terra." Certo, i vantaggi di quelle sperimentazioni furono enormi se so considera che stiamo cominciando solo ora ad apprezzare appieno i benefici di invenzioni come il satellite, ma non si può ridurre una missione spaziale solo a questo. Il progetto Apollo "è stato portato avanti da uomini raziocinanti con motivazioni del tutto pratiche, per ottenere un risultato che per essi doveva essere rapido e visibile. Quello che essi ci hanno lasciato è qualcosa che non ha nulla a che vedere con la logica, ma semmai è più vicino al misticismo: quello che è stato compiuto è un rito, destinato probabilmente a soddisfare una delle più profonde aspirazioni dell'uomo." Questa è l'unica, vera motivazione che ha spinto l'uomo a voler andare su un territorio tanto brullo e inospitale, un territorio su cui non riusciremmo a vivere o prevalere. "Con lo scadere della motivazione pratica, venne ad acquistare una sempre maggiore persuasività l'argomentazione mistica, la quale, nonostante la sua mancanza di scientificità, proprio tra gli scienziati trovò i suoi più appassionati sostenitori. E questo modo di pensare è stato ben riassunto da uno dei fisici più eminenti d'America, Harold Urey, il quale ha paragonato l'Apollo alla costruzione dei grandi monumenti. "la vera ragione per intraprendere il programma spaziale," ha detto una volta, "si trova in un'innata caratteristica degli esseri umani, e esattamente in un certo strano stimolo a cercare di fare ciò che potrebbe sembrare impossibile, a cercare di eccellere in un modo o nell'altro… Questi stimoli sono gli stessi di quelli che hanno portato a sviluppare altre attività, quali la costruzione del Partenone e dei templi del mondo antico o la costruzione di San Pietro con le sue splendide decorazioni in un periodo in cui questo rappresentava un vero sacrificio per la gente… Il programma spaziale è il nostro modo di rispondere a questo stimolo, è la nostra cattedrale."
Questo, in sostanza, era anche l'obiettivo dell'agenzia spaziale e di tutti gli organi governativi in generale, Kennedy primo fra tutti: dimostrare a sé stessi, dimostrare al mondo intero che l'uomo era riuscito ad arrivare ben oltre la sua sfera vitale, oltre le sue capacità, per giungere fino ad un territorio sconosciuto, dotato di mistica attrazione che l'uomo ha voluto esecrare.
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Coordinamento: Pasqua Gandolfi
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