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Astronomia

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Una meridiana rivoluzionaria
Luigi Prestinenza

La diffusione dell’astrologia, e in particolare dei banali oroscopi spacciati quotidianamente dai giornali (in particolare nei famigerati supplementi) e dalla tv, che talvolta vi dedica interi programmi, ha raggiunto un livello impensabile per chi ignora il "pappagallismo" da cui è affetta tanta parte dei mass media del nostro felice Paese. Pappagallismo qui vuole significare imitazione sistematica di ciò che ha, o si presume che abbia, successo: per cui se qualcosa dà l’impressione di essere gustata dal grosso pubblico, ecco che tutti si precipitano per la stessa via. Così fan tutti, è la parola d’ordine generale e inderogabile.
Tutto ciò assicura un’incredibile diffusione - senza paragoni in Europa - agli oroscopi di turno, e un’immeritata notorietà a un’accolita di personaggi che campano sulla credulità del pubblico e che ci guardiamo dal ricordare qui proprio per non gratificarli di ulteriore pubblicità. E non è affatto facile, dopo che ha parlato mamma tv, muoversi in controtendenza come sta facendo oggi l’Unione Astrofili italiani, perchè non c’è niente di più difficile da smontare dei luoghi comuni e dei "codici" non scritti dei mass media.
In verità, sarebbe elementare smontare gli oroscopi quotidiani, quelli che tengono conto soltanto del segno zodiacale, buono per tutte le latitudini e le stagioni: basterebbe obiettare, tanto per muoversi sullo stesso terreno dell’astrologia, che non ha senso un oroscopo che non tenga conto dell’ora esatta di nascita del destinatario e di altre particolarità come l’ascendente, di grande importanza se si vuol ricavare una previsione secondo le regole.
Ma la considerazione che forse più tocca nel segno, la più comprensibile, rimane quella legata agli stessi "segni" che dovrebbero essere tredici e non i dodici della tradizione, come si ricava da ogni carta celeste che rechi la traccia dell’eclittica, ossia del cammino del Sole e dei pianeti tra le costellazioni. Questo cerchio celeste, dopo avere attraversato un breve tratto dello Scorpione, solca un’ampia porzione di quella contigua di Ofiuco, prima di entrare nell’altra notissima del Sagittario. Ofiuco, ovvero il Serpentario, perchè nell’immaginazione degli antichi era un personaggio che reggeva un serpente, va quindi considerato a buon diritto il tredicesimo "segno", anche se la tradizione non ne reca traccia ( i confini delle costellazioni furono fissati soltanto nel secolo scorso, a cura dell’Unione Astronomica internazionale).

Tenendo conto di questa realtà inconfutabile, alcuni moderni e ben concepiti orologi solari di recente installazione in Sicilia recano, attorno al quadrante su cui uno stilo indica le ore del giorno, un cerchio di tredici e non di dodici "segni" con i relativi simboli. E’ stato soltanto necessario inventarsi quello di Ofiuco che, richiamandosi ad Esculapio, divinità greca della medicina, reca i bastoni e il serpente associati a quel dio del pantheon classico.
Il primo orologio "provocatorio"è stato quello della media "Galilei" di Grammichele, una cittadina di buone tradizioni in provincia di Catania, realizzatori i fratelli Franco e Ignazio Grosso che in quella scuola insegnano o svolgono incarichi, con l’apporto entusiastico dei loro alunni e l’esperta consulenza del geometra Michele Trobia. Su un disco di marmo collocato in orizzontale sono incisi il quadrante e le ore, nonchè la retta equinoziale e le due "coniche" del solstizio estivo e di quyello invernale; tutto attorno, realizzati in eleganti formelle di ceramica, i tredici segni del "nuovo" Zodiaco.



Un quadrante simile, con una elegante decorazione analoga, è collocato nella villa dei Grosso; un altro è stato preparato ancora dal geom. Trobia per la media "Monterosso" di Catania. Quest’ultimo realizzato su una lastra lavica di un metro, rivestita di fine ceramica, che reca incise le linee orarie delle ore e delle mezzore dalle 6 alle 17, la sinusoide dell’equazione del tempo, i dati geografici e gnomonici del luogo, nonchè le piastrine dei 13 segni zodiacali.
Un quarto orologio solare di grandi dimensioni è l’ornamento di una piccola piazza nel vicino centro di Misterbianco, a pochi chilometri dal capoluogo, che è attraversato dal meridiano dell’Europa Centrale. Lo ha commissionato il Comune, e il lavoro è stato eseguito dal geom. Saglimbene; per l’orologio, progetto e realizzazione ancora di Michele Trobia, un esperto di grande competenza nella gnomonica, che è la scienza delle meridiane e degli orologi solari.

I particolari dell'orologio solare:

- In alto a sinistra i nomi degli autori
- In basso a sinistra l'aforisma :
Dies nostri quasi umbra super terram et nulla est mora

- In alto a destra la mappa del paese di Misterbianco con i dati di longitudine e latitudine

- Sotto: l'equazione del tempo

Immagini di G. Sperlinga

Va notato che Catania possiede da quasi due secoli, nella basilica di San Nicola, una delle più grandi e perfette meridiane d’Europa, lunga 41 metri e opera di von Waltershausen e Peters. Peccato che la chiesa sia in grandi lavori, che limitano la fruizione (anche turistica) di questo capolavoro, recentemente restaurato.

Dottor Luigi Prestinenza

 

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Coordinamento: Pasqua Gandolfi
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