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Fantascienza

La seconda invasione dei marziani
di Arkadi e Boris Strugatski

Recensione di Paolo Morini




La prima invasione è, naturalmente, quella descritta da Herbert George Wells nel suo romanzo “La guerra dei mondi”, reso celebre dalla trasposizione cinematografica di Byron Haskin e, ancor più, dalla rilettura cinematografica del 2005 di Steven Spielberg.

Ai marziani di Wells interessava la conquista cruenta della Terra e l’annesso sterminio della razza umana, con il supporto di raggi termici e gas velenosi – un paesaggio ahimè non molto dissimile dall’Apocalisse della Prima Guerra Mondiale, di cui Wells, in un certo senso, presentì l’avvento.
I marziani della seconda invasione sono diversi, sono più educati, ragionevoli, rispettosi.
E non sono interessati al nostro sangue ma ad altri fluidi corporei ... i succhi gastrici!

Ma non rapiscono i terrestri per spremerli dei loro fluidi, organizzano dei centri di prelievo e che dona succo gastrico viene ripagato in moneta sonante ...




Il romanzo è scritto con lo stile della satira brillante e nasconde sotto a questo luccichio il legame con la tradizione letteraria russa più elevata.

La storia: un anziano insegnante aspetta la pensione che tarda ad arrivare e mentre si arrabatta fra un ufficio e l’altro, cercando raccomandazioni per accelerare la sua pratica, i Marziani atterrano nei pressi della città.
Tutto si deforma nei rimpalli delle chiacchiere da bar:
- I marziani sono pelosi mentre le marziane sono nude ...

Un’atmosfera che più che la steppa russa ricorda la pianura padana (e infatti il romanzo è ambientato in Italia), dove i nomi dei personaggi hanno un potere evocativo adeguato alla eccezionalità degli avvenimenti: il professor Febo, l’ubriacone Minotauro, l’autista Laomedonte, il barbiere Morfeo ...


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