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Fantascienza

JULES VERNE
(1828-1905)
Cristoforo Colombo

Scoperta della terra - Storia dei grandi viaggi e dei grandi navigatori

Cristoforo Combo come un viaggiatore nello spazio
...là dove nessuno è mai giunto prima...

Il brano riprodotto in questa pagina è tratto dal volume edito da Nuova Fortezza, Livorno. L'editore ha permesso la riproduzione della copertina di questo romanzo-biografia.

[..]L'Ammiraglio rimasto solo co' suoi amici e gli ammalati, riescì a ristabilire l'ordine nella sua piccola brigata. Ma la miseria aumentava. La carestia diventava minacciosa. Gl'indigeni si stancavano di nutrire quegli stranieri il cui soggiorno si prolungava sulla loro isola. Inoltre essi avevano veduto gli spagnoli battersi fra loro, e ciò aveva distrutto il loro prestigio. Quegli indigeni comprendevano finalmente che gli Europei non erano che semplici uomini, e così impararono a non rispettarli né temerli più. L'autorità di Colombo su quelle popolazioni indiane diminuiva dunque di giorno in giorno, e fu mestieri di una circostanza fortuita di cui l'Ammiraglio si valseabilmente per riguadagnar il prestigio necessario alla salvezza de' suoi compagni.
Un'eclisse di luna, preveduta e calcolata da Colombo stava per aver luogo. La mattina di quel giorno stesso, l'Ammiraglio fece domandare un abboccamento ai cacichi dell'isola. Questi aderirono all'invito, e quando furono riuniti sotto la tenda di Colombo, egli annunciò loro che Dio, volendo punirli della loro inospitalità e delle loro cattive disposizioni riguardo agli Spagnoli, ricuserebbe loro la sera la luce della luna. Infatti tutto accadde come aveva annunciato l'Ammiraglio. L'ombra della terra andò a coprire la luna, il cui disco sembrava roso da qualche mostro formidabile. I selvaggi spaventati si gettarono ai piedi di Colombo, supplicandolo d'implorare il cielo in loro favore, e promettendo di mettere tutte le loro ricchezze a sua disposizione. Colombo dopo qualche esitazione, finse di arrendersi alle preghiere degli indigeni. Sotto pretesto d'implorare la divinità, corse a chiudersi nella sua tenda, per tutta la durata dell'eclissi, e non ricomparve che quando il fenomeno stava per cessare. Allora annunciò ai cacichi che il cielo si era lasciato piegare, e, stesa la mano, comandò alla luna di ricomparire. Tosto la luna uscì dall'ombra, e brillò in tutto il suo splendore. Da quel giorno gl'Indiani, riconoscenti e sommessi, accettarono l'autorità dell'Ammiraglio che le potenze celesti imponevano loro così manifestamente.[..]

Questo brano è tratto da "Cristoforo Colombo": un romanzo-verità, una biografia che ci presenta lo scopritore dell'America in maniera epica, ma la documentazione storica su cui si basa Jules Verne è precisa.
Quest'opera, pubblicata dall'Editore Hetzel nel 1870, fa parte di Dècouverte de la Terre, La scoperta della Terra, e comprendeva anche romanzi dedicati ad Annone (il cartaginese che si spinse fino a colonizzare le coste dell'Africa Occidentale), Erodoto, e Marco Polo.

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