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Interpretazioni

EDMOND ROSTAND
1868 - 1918
Cyrano de Bergerac
Commedia eroica in cinque atti e in versi

ATTO III

Cirano e de Guiche

DE GUICHE (entra mascherato, avanza a tastoni nel buio): Maledetto frate, dove si sarà cacciato?

CIRANO: Diavolo!... E se riconosce la mia voce? Bisogna che mi rimetta a parlare guascone!


DE GUICHE (guardando la casa): E' qui. Non vedo niente. Questa maschera mi acceca!

(Fa per entrare. Cirano salta dal balcone tenendosi al ramo e cade tra la porta e de Guiche. Finge di cadere da grande altezza e si lascia andare per terra, come stordito. De Guiche fa un salto indietro)


Chi è là?
(Quando alza gli occhi il ramo si è raddrizzato, non si vede che il cielo. Non capisce da dove Cirano sia caduto)


Da dove casca quest'uomo?

CIRANO (mettendosi a sedere e parlando con la voce alterata dall'accento guascone): Dalla luna!

DE GUICHE: Dalla?!...

CIRANO (come sognando): Che ore sono?

DE GUICHE: E' pazzo?

CIRANO: Che ora? Che paese? Che giorno? Che stagione?


DE GUICHE: Ma...

CIRANO: Sono frastornato.

DE GUICHE: Signore...

CIRANO: Sono appena caduto dalla luna - come una bomba.

DE GUICHE (spazientendosi): Via, signore!

CIRANO (alzandosi, con voce terribile): Io sono caduto!

DE GUICHE (indietreggiando): Va bene, va bene! Siete caduto...Dev'essere un demente.

CIRANO (andando verso di lui): Proprio così! Sono caduto - e senza metafora!

DE GUICHE: Ma...

CIRANO: Cent'anni o un minuto - non so quanto è durata la mia caduta!... Ero in una palla color zafferano.


DE GUICHE (alzando le spalle): Va bene. Ora lasciatemi passare!

CIRANO (fermandolo): Dove sono? Ditemi la verità, signore. Dov'è che sono finito come una meteora?

DE GUICHE: Uffa!...

CIRANO: Abbiate pazienza - cadendo dalla luna non ho potuto scegliere il punto d'atterraggio, e ora non so dove mi trovo. Da che parte mi avrà portato il peso del mio culo, su un'altra luna o su una terra?

DE GUICHE: Ma vi sto dicendo, signore...

CIRANO (con un grido di terrore, che fa indietreggiare de Guiche): Oddìo!... In questo paese la gente ha il viso nero!


DE GUICHE (portandosi una mano al viso): Come?

CIRANO (con enfatico terrore): Sono caduto ad Algeri? Siete un indigeno?...

DE GUICHE (toccandosi la maschera): E' una maschera!

CIRANO: Allora sono a Venezia o a Genova?

DE GUICHE): Scusate, sono atteso da una signora.

CIRANO (completamente rassicurato): Allora sono a Parigi.

DE GUICHE (sorridendo suo malgrado): E' proprio pazzo!

CIRANO: Ah, ridete?

DE GUICHE: Sì, rido, ma voglio passare.

CIRANO (felice): Sono ricaduto a Parigi!
(Finalmente a suo agio, ridendo, spolverandosi, salutando)
Scusatemi - arrivo con l'ultimo tifone. Sono un po' sporco d'etere. Ho viaggiato!
Ho ancora gli occhi pieni di polvere di stelle. Agli speroni m'è rimasto impigliato qualche pelo di pianeta.
(Togliendosi qualcosa dalla giacca) Ecco, sulla mia giubba, un capello di cometa!... (soffia per mandarlo via)

DE GUICHE (fuori di sé): Signore!...
(Cerca di passare, ma Cirano lo arresta stendendo la gamba per mostrargli qualcosa)

CIRANO: Mi sono preso nel polpaccio un dente dell'Orsa Maggiore e, sfiorando il Tridente, per evitare una delle sue tre punte, sono caduto a sedere sulla Bilancia, che ora segna il mio peso tra le stelle!
(Impedisce a de Guiche di passare afferrandolo per la giubba) Se poi provate a stringermi il naso, ne verrà fuori latte.

DE GUICHE: Latte?!

CIRANO: Sì, della Via Lattea.

DE GUICHE: Oh, per l'inferno!

CIRANO: E' il cielo che mi manda!
(Incrociando le braccia) Non ci credereste, ma cadendo ho scoperto che Sirio, la notte, si mette un turbante.

(Confidenziale) L'Orsa Minore è ancora troppo piccola per mordere.
(Ridendo) Nell'attraversare la Lira, ne ho spezzato una corda.
(Orgoglioso) Ma ora conto di raccontare tutto questo in un libro.
Userò come asterischi le stelle d'oro che, tra mille pericoli, sono riuscito a catturare col mantello!

DE GUICHE: Insomma, io voglio...

CIRANO: Lasciatemi indovinare!

DE GUICHE: Signore, io...

CIRANO: Vorreste apprendere dalla mia viva voce com'è fatta la luna - e se è abitata!

DE GUICHE (urla): Ma no! Io voglio...

CIRANO: Sapere come ci sono arrivato. Con una macchina di mia invenzione.

DE GUICHE (scoraggiato): E' matto!

CIRANO: Non ho mica rifatto quello stupido aquilone di Regiomontano, né il timido piccione di Archita!

DE GUICHE: Però, è istruito.



CIRANO: No, non ho imitato niente che sia già stato fatto!
(De Guiche è riuscito a passare e si dirige verso la porta di Rossana, Cirano lo segue, pronto a bloccarlo).
Ho inventato sei modi di violare l'azzurro vergine del cielo!

DE GUICHE (voltandosi): Sei?

CIRANO: Potrei mettermi nudo e cospargere il mio corpo di fiale di cristallo piene di rugiada, poi espormi al sole e farmi aspirare in cielo coi vapori del mattino.

DE GUICHE (interessato, fa un passo verso Cirano): Sì, questo è uno.

CIRANO (indietreggiando per tirarselo dietro): Poi potrei fare incetta di vento, per prendere lo slancio, rarefacendo l'aria in un contenitore di cedro mediante specchi ardenti disposti a icosaèdro!

DE GUICHE (fa un altro passo avanti): E due!


CIRANO (arretrando ancora): Bene, potrei farmi scagliare nei prati blu in cui pascolano le stelle dallo scatto d'acciaio di una cavalletta meccanica sospinta da una carica esplosiva!


DE GUICHE (seguendolo senza sospetto e contando sulle dita): Tre!

CIRANO: E dato che il fumo tende a salire, potrei raccoglierne in una sfera quanto mi basta per farmi sollevare!

DE GUICHE (come sopra, sempre più confuso): Quattro!

CIRANO: E dato poi che Febo, quando è giù di tono, ama succhiare il midollo di bue... potrei cospargermene!

DE GUICHE (stupefatto): Cinque!

CIRANO (che, parlando, lo ha tratto fin dall'altro lato della scena):
Infine, dopo essermi steso su un disco di ferro, potrei prendere una calamita e lanciarla in aria! E' un buon metodo: il ferro sale attratto dalla calamita; si rilancia immediatamente in alto la calamita, e così di seguito. Si può ascendere così all'infinito.




DE GUICHE: E sei! - Sei sistemi davvero eccellenti!... Ma voi, signore, quale avete scelto?

CIRANO: Un settimo.

DE GUICHE: E quale?

CIRANO: Provate a indovinare.

DE GUICHE: Questa storia diventa interessante!

CIRANO (imitando il rumore delle onde con grandi gesti misteriosi): Uhuuu!... Uhuuuh!..

DE GUICHE: Beh?

CIRANO: Avete indovinato?

DE GUICHE: No.

CIRANO: La marea!... Nell'ora in cui la luna attira l'onda, ho fatto un bagno di mare e mi sono steso sulla sabbia. La testa è stata la prima a sollevarsi, poiché i capelli raccolgono più acqua del resto del corpo. Poi mi sono sollevato del tutto, trascinato sempre più in alto, come un angelo. E salivo, salivo dolcemente, senza sforzo, quando all'improvviso ho sentito un colpo!... e allora...



DE GUICHE (incuriosito, sedendosi): Allora?

CIRANO: Allora... (riprendendo la sua voce naturale) Il quarto d'ora è passato, signore. Vi lascio libero. Il matrimonio è celebrato.

DE GUICHE (alzandosi di colpo): Ma... questa voce?
(Si apre la porta della casa. La luce illumina il viso di Cirano) E questo naso!... Cirano?


CIRANO: Cirano. (Indica la porta) Si sono appena scambiati l'anello.

DE GUICHE: Chi?
(Si volta. Sulla porta sono apparsi Cristiano e Rossana che si tengono per mano. Il cappuccino li segue sorridendo. Ragueneau tiene alta una lampada. Chiude il corteo la governante, intontita, in vestaglia)
Cielo!

 

ACT III

Cyrano et De Guiche.

DE GUICHE (qui entre, masque, tatonnant dans la nuit)
Qu'est-ce que ce maudit capucin peut bien faire?

CYRANO: -Diable! et ma voix?. . .S'il la reconnaissait?
Cyrano, reprenez l'accent de Bergerac!. . .

DE GUICHE: (regardant la maison): Oui, c'est la. J'y vois mal.
Ce masque m'importune!
(Il va pour entrer, Cyrano saute du balcon en se tenant a la branche, qui
plie, et le depose entre la porte et De Guiche; il feint de tomber lourdement, comme si c'etait de tres haut, et s'aplatit par terre, ou il reste immobile, comme etourdi. De Guiche fait un bond en arriere)

Hein? quoi?
(Quand il leve les yeux, la branche s'est redressee; il ne voit que le ciel;
il ne comprend pas)

D'ou tombe donc cet homme?

CYRANO: (se mettant sur son seant, et avec l'accent de Gascogne): De la lune!

DE GUICHE: De la?. . .

CYRANO (d'une voix de reve): Quelle heure est-il?

DE GUICHE: N'a-t-il plus sa raison?

CYRANO: Quelle heure? Quel pays? Quel jour? Quelle saison?

DE GUICHE: Mais. . .

CYRANO: Je suis etourdi!

DE GUICHE: Monsieur. . .

CYRANO: Comme une bombe - Je tombe de la lune!

DE GUICHE: (impatiente) Ah ça! Monsieur!

CYRANO: (se relevant, d'une voix terrible) J'en tombe!

DE GUICHE (reculant): Soit! soit! vous en tombez!. . .c'est peut-etre un dement!

CYRANO: (marchant sur lui) Et je n'en tombe pas metaphoriquement!. . .

DE GUICHE: Mais. . .

CYRANO: Il y a cent ans, ou bien une minute, -J'ignore tout a fait ce que dura ma chute! - J'etais dans cette boule a couleur de safran!

DE GUICHE: (haussant les epaules) Oui. Laissez-moi passer!

CYRANO:: Ou suis-je? soyez franc! Ne me deguisez rien! En quel lieu, dans quel site, viens-je de choir, Monsieur, comme un aerolithe?

DE GUICHE: Morbleu!. . .

CYRANO: Tout en cheyant je n'ai pu faire choix
De mon point d'arrivee,--et j'ignore ou je chois! Est-ce dans une lune ou bien dans une terre, Que vient de m'entrainer le poids de mon postere?

DE GUICHE: Mais je vous dis, Monsieur. . .

CYRANO: (avec un cri de terreur qui fait reculer de Guiche)
Ha! grand Dieu!. . .je crois voir Qu'on a dans ce pays le visage tout noir!

DE GUICHE (portant la main a son visage): Comment?

CYRANO (avec une peur emphatique): Suis-je en Alger? Etes-vous indigene?. . .

DE GUICHE (qui a senti son masque): Ce masque!. . .

CYRANO: Je suis donc dans Venise, ou dans Gene?

DE GUICHE(voulant passer): Une dame m'attend!. . .

CYRANO (completement rassuré): Je suis donc a Paris.

DE GUICHE (souriant malgre lui): Le drole est assez drole!

CYRANO: Ah! vous riez?

DE GUICHE: Je ris, Mais veux passer!

CYRANO (rayonnant): C'est a Paris que je retombe! (Tout a fait a son aise, riant, s'epoussetant, saluant)
J'arrive--excusez-moi!--par la derniere trombe. Je suis un peu couvert d'ether. J'ai voyagé!
J'ai les yeux tout remplis de poudre d'astres. J'ai aux eperons, encor, quelques poils de planete!
(Cueillant quelque chose sur sa manche) Tenez, sur mon pourpoint, un cheveu de comete!. . .(Il souffle comme pour le faire envoler )

DE GUICHE (hors de lui): Monsieur!. . .
(au moment ou il va passer, tend sa jambe comme pour y montrer quelque chose et l'arrete)

CYRANO: Dans mon mollet je rapporte une dent de la Grande Ourse,--et comme, en frolant le Trident, je voulais eviter une de ses trois lances,
Je suis alle tomber assis dans les Balances, dont l'aiguille, a present, la-haut, marque mon poids!
Si vous serriez mon nez, Monsieur, entre vos doigts, il jaillirait du lait!


DE GUICHE: Hein? du lait?. . .

CYRANO: De la Voie Lactée!. . .

DE GUICHE: Oh! par l'enfer!

CYRANO: C'est le ciel qui m'envoie!
(Se croisant les bras) Non! croiriez-vous, je viens de le voir en tombant, que Sirius, la nuit, s'affuble d'un turban?
(Confidentiel) L'autre Ourse est trop petite encor pour qu'elle morde!
(Riant) J'ai traverse la Lyre en cassant une corde!
(Superbe) Mais je compte en un livre ecrire tout ceci, et les etoiles d'or qu'en mon manteau roussi Je viens de rapporter a mes perils et risques, quand on l'imprimera, serviront d'asterisques!

DE GUICHE: A la parfin, je veux. . .

CYRANO: Vous, je vous vois venir!

DE GUICHE: Monsieur!

CYRANOVous voudriez de ma bouche tenir comment la lune est faite, et si quelqu'un habite dans la rotondite de cette cucurbite?

DE GUICHE: (criant): Mais non! Je veux. .

CYRANO: Savoir comment j'y suis monte.
Ce fut par un moyen que j'avais inventé.

DE GUICHE (decourage): C'est un fou!

CYRANO (dedaigneux): Je n'ai pas refait l'aigle stupide de Regiomontanus, ni le pigeon timide D'Archytas!. . .

DE GUICHE: C'est un fou,--mais c'est un fou savant.

CYRANO: Non, je n'imitai rien de ce qu'on fit avant!
(De Guiche a reussi a passer et il marche vers la porte de Roxane. Cyrano le suit, pret a l'empoigner)
J'inventai six moyens de violer l'azur vierge!

DE GUICHE: (se retournant): Six?

CYRANO (avec volubilite): Je pouvais, mettant mon corps nu comme un cierge, la caparaconner de fioles de cristal toutes pleines des pleurs d'un ciel matutinal, et ma personne, alors, au soleil exposee, l'astre l'aurait humée en humant la rosée!

DE GUICHE ): Tiens! Oui, cela fait un!

CYRANO (reculant pour l'entrainer de l'autre cote): Et je pouvais encor
faire engouffrer du vent, pour prendre mon essor, en rarefiant l'air dans un coffre de cedre par des miroirs ardents, mis en icosaèdre!

DE GUICHE (fait encore un pas): Deux!

CYRANO (reculant toujours): Ou bien, machiniste autant qu'artificier, sur une sauterelle aux detentes d'acier, me faire, par des feux successifs de salpetre, lancer dans les pres bleus ou les astres vont paitre!

DE GUICHE (le suivant, sans s'en douter, et comptant sur ses doigts)
Trois!

CYRANO: Puisque la fumée a tendance a monter,
En souffler dans un globe assez pour m'emporter!

DE GUICHE (meme jeu, de plus en plus etonne): Quatre!

CYRANO: Puisque Phoebe, quand son arc est le moindre,
Aime sucer, o boeufs, votre moelle. . .m'en oindre!

DE GUICHE (stupefait): Cinq!

CYRANO (qui en parlant l'a amene jusqu'a l'autre cote de la place, pres d'un Banc): Enfin, me placant sur un plateau de fer, prendre un morceau d'aimant et le lancer en l'air! Ça c'est un bon moyen le fer se precipite, ussitot que l'aimant s'envole, a sa poursuite; On relance l'aimant bien vite, et cadedis! On peut monter ainsi indefiniment.

DE GUICHE: Six! - Mais voila six moyens excellents!. . .Quel système
Choisites-vous des six, Monsieur?

CYRANO: Un septieme!

DE GUICHE: Par exemple! Et lequel?

CYRANO: Je vous le donne en cent!. . .

DE GUICHE: C'est que ce matin-la devient interessant!

CYRANO: (faisant le bruit des vagues avec de grands gestes mysterieux) Houuh! houuh!

DE GUICHE: Eh bien!

CYRANO: Vous devinez?

DE GUICHE: Non!

CYRANO: La marée!. . . A l'heure ou l'onde par la lune est attirée,
Je me mis sur la sable--apres un bain de mer-- Et la tete partant la premiere, mon cher, --Car les cheveux, surtout, gardent l'eau dans leur frange!-- Je m'enlevai dans l'air, droit, tout droit, comme un ange.
Je montais, je montais doucement, sans efforts, quand je sentis un choc!. . .Alors. . .

DE GUICHE (entraine par la curiosite, et s'asseyant sur le banc)
Alors?

CYRANO: Alors. . . (Reprenant sa voix naturelle) Le quart d'heure est passe, Monsieur, je vous delivre, le mariage est fait.

DE GUICHE (se relevant d'un bond) - Ça, voyons, je suis ivre!. . . Cette voix? (La porte de la maison s'ouvre, des laquais paraissent portant des candelabres allumes. Lumière. Cyrano ote son chapeau au bord abaisse) Et ce nez--Cyrano?

CYRANO(saluant): Cyrano. Ils viennent a l'instant d'echanger leur anneau.

DE GUICHE: Qui cela?
(Il se retourne.TDerriere les laquais Roxane et Christian se tiennent par la main. Le capucin les suit en souriant. Ragueneau élève aussi un flambeau. La duegne ferme la marche, ahurie, en petit saut de lit)
Ciel!

Segnalazione di Massimo Calabresi

Cyrano, colpito a tradimento, ha finalmente svelato a Rossana il suo amore, ed ora, senza perdere la sua fierezza, sta per cedere di fronte alla morte...

ATTO V

Rossana
Io vi resi infelice! Io!

Cirano
Voi? Di tutte ignaro
dolcezze femminili, non alla madre caro,
privo d'una sorella, cresciuto nel terrore
dell'amante dall'occhio sarcastico, il mio core
per voi ebbe un'amica, almeno. Voi faceste
passar nella mia vita il fruscio di una veste.

Le Bret (mostrandogli il chiaro di Luna attraverso i rami)
E l'altra amica tua, ti reca il suo saluto!

Cirano (sorridendo alla luna)

Vedo.

Rossana
Un essere solo amavo, e l'ho perduto due volte!

Cirano
Io monterò nell'opalina luna,
Le Bret, senza il soccorso di macchina veruna.

Rossana
Che dite?

Cirano
Sì, lassù, ve lo dico io,
mi manderanno a fare il paradiso mio.
Più di un'anima cara esser vi de' in esilio,
troverò Galileo con Socrate a concilio.

Le Bret (ribellandosi)
No! no! Sarebbe troppo stupido, troppo ingiusto!
Un tal poeta! Un cuor così grande, sì augusto
morir così...Morire!...Oh, amico!

Cirano (alzandosi, gli occhi smarriti)
Questi sono i cadetti di Guascogna!...Sì, dico...
La massa elementare...Eh, sì...Ma questo è il punto!

Le Bret
La sua scienza!

Cirano
Copernico ci lasciò detto appunto...

Rossana
Ahimè!

Cirano
Ma che diavolo, andava a far, che c'era,
che mai ci andava a fare egli in quella galera?
"Astronomo, filosofo eccellente.
Musico spadaccino, rimatore, del ciel viaggiatore
Gran maestro di tic-tac.
Amante - non per sè - molto eloquente
Qui riposa Cirano
Ercole Saviniano
Signor di Bergerac,
Che in vita sua fu tutto e non fu niente!"
Io me ne vo...Scusate: non può essa aspettarmi.
Il raggio della luna, ecco, viene a chiamarmi!...

 

ACT V

Roxane
J' ai fait votre malheur ! Moi ! Moi !

Cyrano
Vous ? ... au contraire !
J' ignorais la douceur féminine. Ma mère
ne m' a pas trouvé beau. Je n' ai pas eu de soeur.
Plus tard, j' ai redouté l' amante à l' oeil moqueur.
Je vous dois d' avoir eu tout au moins, une amie.
Grâce à vous une robe a passé dans ma vie.

Le Bret, (lui montrant le clair de lune qui descend à travers les branches.
Ton autre amie est là, qui vient te voir!
Cyrano, souriant à la lune.
Je vois.

Roxane
Ie n' aimais qu' un seul être et je le perds deux fois!

Cyrano

Le Bret, je vais monter dans la lune opaline,
sans qu' il faille inventer, aujourd' hui, de machine...

Roxane
Que dites-vous ?

Cyrano
Mais oui, c' est là, je vous le dis,
que l' on va m' envoyer faire mon paradis.
Plus d' une âme que j' aime y doit être exilée,
et je retrouverai Socrate et Galilée !

Le Bret (se révoltant)
Non! Non! C' est trop stupide à la fin, et c' est trop injuste !
Un tel poète ! Un coeur si grand, si haut !
Mourir ainsi ! ... mourir ! ...

Cyrano (se soulevant, l' oeil égaré)
Ce sont les cadets de Gascogne...
-La masse élémentaire...eh ! Oui !...voilà le hic...

Le Bret
La science... dans son délire !

Cyrano
Copernic a dit...

Roxane
Oh !


Cyrano

Mais aussi que diable allait-il faire
mais que diable allait-il faire en cette galère ? .
Philosophe, physicien, rimeur, bretteur,
musicien, et voyageur aérien,
grand riposteur du tac au tac,
amant aussi-pas pour son bien ! -

ci-gît Hercule-Savinien
De Cyrano De Bergerac
qui fut tout, et qui ne fut rien.... mais je m'en vais,
pardon, je ne peux faire attendre :
vous voyez, le rayon de lune vient me prendre !...


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