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Astrofisica

A cura di Corrado Ruscica

LA NOSTRA STELLA: IL SOLE pagina 4
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Osservazione di una protuberanza ripresa con lo strumento EIT (Extreme UltraViolet Imaging Telescope) il 14 Settembre 1999.  Le protuberanze sono gigantesche nubi di plasma denso che rimangono sospese nella corona solare. A volte possono eruttare e sfuggire dall’atmosfera solare. In questa immagine, la temperatura dell’alta cromosfera è di circa 60.000 °K. Si notano anche le strutture del campo magnetico superficiale dove le regioni più calde sono più chiare e le zone a più bassa temperatura sono più scure.
(Credit: SOHO-NASA/ESA)

Particolare di una protuberanza ripresa dal satellite SOHO il 24 Luglio 1999 alla lunghezza d’onda di 304 Å. Per confronto è mostrata l’immagine della Terra. Questa fase eruttiva dell’attività solare quando raggiungel’atmosfera terrestre può determinare problemi alle comunicazioni e ai sistemi di navigazione e si manifesta nell’alta atmosfera terrestre con il fenomeno delle aurore visibili nei cieli boreali e australi durante le notti. (Credit: SOHO-NASA/ESA)

Le Regioni Attive in generale non sono costanti nel tempo ma variano secondo un periodo di circa 11 anni, chiamato ciclo di attività solare. La periodicità, la forma e l’ampiezza del ciclo possono subire delle variazioni difficilmente prevedibili. Inoltre, oggi sappiamo che manifestazioni diverse di attività solare, pur seguendo nelle linee generali il ciclo di 11 anni, possono presentare delle variazioni nei particolari.

Il numero di macchie solari varia molto nel corso di ogni ciclo solare e da un massimo all'altro. Si noti come il picco di massima intensità si ripeta ogni 11 anni. Durante il minimo il Sole è senza traccia di macchie anche per molte settimane, mentre all'epoca del massimo si possono osservare da 10 a 20 gruppi di macchie sulla sua superficie. Generalmente i passaggi dal minimo al massimo avvengono tanto più velocemente quanto più quest'ultimo sarà alto. L'ultimo massimo si è verificato nel 2002, quindi il prossimo ricorrerrà nel 2013.

o  Nascita del Sole

Gli astrofisici ritengono che il Sole e le altre stelle si siano formati in seguito al collasso gravitazionale di nubi di gas interstellare e polveri. Quando la temperatura delle regioni centrali della nube raggiunge valori dell’ordine del milione di gradi, si innescano le reazioni nucleari di fusione, cessa la contrazione gravitazionale e quella che poteva considerarsi una protostella diventa una stella vera e propria, cioè una struttura che irradia energia in seguito alle reazioni nucleari.

La fase di irragiamento comincia dopo circa 20.000 anni dalla fase di contrazione gravitazionale. La prima reazione ad aver avuto luogo è quella della fusione di un nucleo di idrogeno pesantedeuterio, formato cioè da un protone e da un neutrone – con un protone, idrogeno normale, per formare un nucleo di elio costituito da due protoni ed un neutrone.

Esaurito il deuterio, la temperatura diminuisce e la pressione non è più in grado di equilibrare la contrazione gravitazionale. Subentrata una fase più lunga di contrazione in seguito alla quale, dopo circa 10 milioni di anni da quando è nato il Sole, la temperatura delle regioni centrali raggiunge circa 7 milioni di gradi. In queste condizioni si innesca la reazione di fusione dell’idrogeno in elio che è in atto ancora oggi dopo circa 4,6 miliardi di anni e che mantiene in vita il Sole.

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Coordinamento: Pasqua Gandolfi
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