FUTURISTI: LUCE E PROGRESSO.

L'avvento della luce elettrica comporta un grande passo avanti per il progresso umano. Un'ondata di ottimismo e di voglia di cambiamento si fa strada. I lampioni di notte fanno luccicare le strade, nasce una nuova realtà tutta da scoprire. Il mondo cambia colore, le luci elettriche di notte illuminano i volti delle persone di verde, blu, rosso, giallo, nasce la vita notturna. L'uomo moderno è policromo e non più  monocromo. La seduzione della luce artificiale che si diffonde nello spazio notturno della città basta da sola a costituire una ragione di ricerca per i Futuristi. Si tratta dello studio scientifico di come le particelle di luce invadano i volumi di iridescenti prismi luminosi. La luce è una sostanza concreta, che con il suo movimento pervade ogni cosa e compone l'immagine della città futurista. I colori utilizzati sono puri, primari e secondari, e vengono accostati secondo la legge del completamento congenito, mentre la tecnica utilizzata è quella divisionistica.

"Per dipingere una figura non bisogna farla; bisogna farne un'atmosfera.

Lo spazio non esiste più; una strada bagnata dalla pioggia e illuminata da globi elettrici s'inabissa fino al centro della terra. Il Sole dista da noi migliaia di chilometri; ma la casa che ci sta davanti non ci appare forse incastonata nel disco solare? Chi può credere ancora all'opacità dei corpi, mentre la nostra acuita e moltiplicata sensibilità ci fa intuire le oscure manifestazioni dei fenomeni medianici?"

"Come tutti i campi del pensiero umano, alle immobili oscurità del dogma è subentrata la illuminata ricerca individuale, così bisogna che nell'arte nostra sia sostituita alla tradizione accademica una vivificante corrente di libertà individuale. Noi vogliamo rientrare nella vita. La scienza d'oggi, negando il suo passato, risponde ai bisogni intellettuali del nostro tempo. La nostra nuova coscienza non ci fa più considerare l'uomo come centro della vita universale. Il dolore di un uomo è interessante, per noi, quanto quello di una lampada elettrica, che soffre, e spasima, e grida con le più strazianti espressioni di colore…"

"Allora, tutti si accorgeranno che sotto la nostra epidermide, non serpeggia il bruno, ma che vi splende il giallo, che il rosso vi fiammeggia, e che il verde, l'azzurro e il violetto vi danzano, voluttuosi e carezzevoli! Come si può ancora veder roseo un volto umano, mentre la nostra vita si è innegabilmente sdoppiata nel nottambulismo? Il volto umano è giallo, è rosso, è verde, è azzurro, è violetto."

"I nostri occhi abituati alla penombra si apriranno alle più radiose visioni di luce. Le ombre che dipingeremo saranno più luminose delle luci dei nostri predecessori, e i nostri quadri, a confronto di quelli immagazzinati nei musei, saranno il giorno più fulgido contrapposto alla notte più cupa."

"Fuori dell'atmosfera in cui viviamo noi Futuristi, non esistono che tenebre. Noi Futuristi ascendiamo verso le vette più eccelse e più radiose e ci proclamiamo signori della luce, poiché già beviamo alle fonti  vive del sole".
Manifesto tecnico dei pittori  Futuristi, 11 aprile 1910



Giacomo Balla, Lampada ad arco, (1909-1911)

olio su tela ; 174,7 x 114,7

New York, Museum of Modern Art.

Il tema della luce artificiale in lotta col buio era già stato un soggetto privilegiato nelle ricerche di Balla. La luce elettrica esprime perfettamente la poetica futurista improntata verso il modernismo poiché, in una dimensione trionfalistica, diviene energia di svecchiamento, che aggredisce la cultura classicista e simbolista, “uccidendo” il chiaro di luna dei romantici, come nella metafora marinettiana del manifesto pubblicato nel 1909. Il lampione non assume più la funzione di elemento del paesaggio urbano, ma si trasforma in oggetto di studio del raggio luminoso. La luce sembra materializzarsi grazie ai segni veloci e spezzati di colori puri che partendo da un centro luminosissimo si espandono tutt'intorno come in tante punte di freccia. La luna si intravede appena,per esprimere al meglio la poetica marinettiana: la luce elettrica, simbolo del progresso, fa impallidire il chiaro di luna.

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L'INQUINAMENTO LUMINOSO